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18/12/16

X Factor 10: litz dixit

Lo scorso giovedì si è conclusa la decima stagione di X Factor che ha visto trionfare il gruppo dei Soul System: non posso non dedicare un post al talent show più glam d'Italia che seguo fin dai tempi di Morgan, Maionchi, Ventura.

Conclusa la trasmissione è tempo di tirare le somme e dare qualche pagella.



Partiamo dalla giuria che la produzione, sperticandosi in un anno di promozioni, ha pensato di "impreziosire" con un elemento straniero per sostituire Mika: ovviamente parlo di Alvaro Soler (Alvàro mi verrebbe voglia di dire, come ha freudianamente pronunciato il conduttore Alessandro Cattelan!), che già in fase booth camp ha perso metà dei sui simpatizzanti portando ai live gente come Les Enfantes (che probabilmente piacevano a lui e alle mamme dei membri del gruppo...già metto in forse il voto degli zii). Soler è arrivato nel programma preceduto dalle invadenti quanto logore note della sua Sofia, caricato dal finto sex appeal sapientemente cucitogli addosso da stylist e produttori dei suoi video e portato in parata dalla celebre esterofilia della media degli italiani.
Nelle audition la realtà ha avuto la meglio: la sexy pop star ha lasciato il posto al boy scout fintamente buonista dalla scarsa cultura musicale (ricordo l'assegnazione di The rhythm of the night che parla da sola), che il fiuto per il talento non sa che cosa sia e che lo humor l'abbia ereditato dalla parte tedesca della sua famiglia. Ai live Soler è arrivato già con una band in meno rispetto a quelle scelte, sostituita proprio da Soul System, si è barcamenato tra commenti superflui e assegnazioni discutibili e ha lasciato che un'altra band lo abbandonasse a metà del cammino (i Daiana Lou). Poi "la pietra scartata dal costruttore" è stata l'ultima ad andarsene e riesce malgrado tutto a vincere grazie al talento e al carisma dei Soul System. La vittoria non lo salva dalla nostra delusione e il litzometro va a


Risolleviamoci con l'altra new entry al tavolo della giuria: Manuel Agnelli è il vincitore morale di X Factor 10, in generale nella carriera ha riscosso più approvazioni parlando che cantando, ha regalato al programma belle assegnazioni (forse un po' troppo di nicchia quelle delle prime puntate), ha saputo valorizzare i suoi cantanti e ha aiutato tutti i concorrenti con i suoi giudizi appropriati. Nello show forse troppo presto ha perso una dei suoi concorrenti, Silva Fortes e Manuel è rimasto in gara con Andrea (che sinceramente non ho apprezzato molto ma è comunque arrivato a presentare l'inedito) ed Eva, che detiene il mio personalissimo premio della migliore esibizione di questa edizione. Con Senza fine di Gino Paoli, l'orchestra live sospesa sulle altalene e la magistrale scenografia di Luca Tommasini, Eva mi ha catapultata dalla poltrona dell'X Factor Arena in un mondo onirico fatto di note, colori e ricordi. Voto per Manuel Agnelli



Veniamo al ritorno di Arisa, il giudice reso celebre dall'affermazione gridata "Simona sei falsa!" che già dimostrava la debolezza dei suoi nervi e che avrebbe dovuto far riflettere un po' di più su una sua richiamata. La cantante lucana si è inimicata buona parte del pubblico ai booth camp,  scartando cantanti di grande talento e portando agli home visit un gruppo di ragazzi che è riuscito ad imbarazzare pure la mitica Patty Pravo che con Arisa ha assistito alle performance del grattacielo San Paolo di Torino. Ai live l'unico giudice donna si è presentata ubriaca quasi a dimostrare ulteriormente la sua paura del confronto con il resto del tavolo dei giurati. Credo che Arisa sia una brava cantante, una persona onesta e di cuore  ma che con la "figosità" (come dice la mia amica Lia) del programma non ci azzecca niente. A peggiorare la sua condizione una cultura musicale non troppo approfondita che è emersa più volte con tentativi falliti di insabbiamento alquanto imbarazzanti (v. citazioni . Come correttamente Agnelli le ha rimproverato: l'ignoranza di certi brani da parte del pubblico ci può stare ma da parte di un giudice di un talent musicale non è accettabile perché dovrebbe prepararsi al live leggendo la scaletta in anticipo. I cantanti portati in gara da Arisa erano più caricature che artisti, l'unico normale ce lo siamo perso al primo live con una canzone che adoro di Raphael Gualazzi (Quello che resta del sole). Tralascio ogni giudizio su Fem e mi soffermo su Loomy che ho apprezzato per la genuinità e per la dedizione verso il mestiere, altra cosa è l'X Factor.  Detto questo mi è spiaciuto molto vedere Arisa fischiata e derisa, derisa soprattutto dai colleghi che davanti ad un pubblico così accanito avrebbero dovuto difendere un collega, certo che però è difficile schierarsi con i più deboli rischiando di perdere una piccola percentuale di popolarità. Voto per Arisa 5...perché perdere le staffe così tanto non ci sta ed essere scurrili in televisione non va mai bene ("#suca").

Ed ora torchiamo l'idolo delle teen agers, il testimonial vivente del suo tatuatore, il rapper imborghesito Fedez. Lo ammetto, anch'io subisco un po' il suo fascino (fino a quando è seduto...) e la sua abilità di giocare con le parole ma al terzo giro di X Factor le verità vengono a galla e la sua sete di apparire inizia a disturbare un po'. Tuttavia credo che al tavolo dei giudici Fedez abbia trovato la sua dimensione: anche se i commenti sono scritti in anticipo rispetto al live, restano (quasi) sempre appropriati  e costruttivi. Anche il fiuto per il talento non manca nel rapper di Milano tanto che è arrivato alla finale con 2 cantanti perdendo per strada la sua scommessa "classica", Caterina.
A far parlare molto della squadra ha contributo Rochelle l'appariscente rapper dal fisico statuario che ha fatto sperare nelle detrattrici della Ferragni (celebre blogger modaiola compagna di Fedez) in una liaison amorosa col giudice. Pettegolezzi a parte la concorrente ha affrontato il talent con mestiere dimostrando di essere una brava e originalissima interprete. Al secondo posto si è classificata la terza concorrente di Fedez, Gaia, giovane cantante dal timbro graffiante che ha vissuto l'esperienza televisiva con la spensieratezza dei suoi anni.
In fin dei conti anche quest'anno il rapper ha riscosso successo anche se la tua stella sta iniziando a perdere lucentezza. Voto del litzometro

In generale lo show mi è piaciuto ancora tanto e non dimostra i suoi 8 anni, dal vivo è uno spettacolo grandioso, da guardare in tv è una trasmissione piacevole e condotta con freschezza da un Alessandro Cattelan che si dimostra sempre più disinvolto e a proprio agio nelle vesti di presentatore/moderatore. Va comunque ricordato che buona parte del format in Italia è tenuto in piedi da un Luca Tommasini che anno dopo anno, live dopo live stupisce e coinvolge sempre e comunque.

Voto complessivo di X Factor 10...7, perché lo show è bello ma il team dei giudici è un po' tutto da rivedere!






14/04/16

A Milano per i FUORI SALONE: il meglio da vedere...cap 1


E' il terzo giorno di esposizione e nel mio girovagare cittadino per i FUORISALONE penso di poter iniziare a tirare le fila del discorso raccontandovi ciò che secondo il mio punto di vista vale la pena vedere.

Partiamo da zona Sant'ambrogio dove come tutti gli anni merita una visita uno degli showroom più belli di Milano: sto parlando dello SPAZIO ROSSANA ORLANDI in via Bandello.



Qui troverete il sempre adorabile cortile interno colmo di dettagli da scoprire dove potrete anche prevedere una pausa mangereccia dato che è attivo un piccolo temporary restaurant. 


Nota dolente per me quest'anno è il passeggino a causa del quale non ho potuto visionare tutto. Tuttavia ho comunque potuto prendere spunto per una sedia dedicata a ospiti poco graditi... e per un'originale luce dedicata a chi ama scirvere

 


Fuori dallo spazio una ditta presentava un progetto di allestimento di ingresso...in un furgone! Geniali...

Proseguendo verso Sant'Ambrogio si incontra un altro spazio espositivo sempre interessante e si tratta del DOUTDESing dedicato ai designer under 35. Qui ho potuto vedere varie cose interessanti: dalla serra innovativa per la coltivazione in città al portavaso che dona alla pianta la giusta luce per sintetizzare il nutrimento, dal remo che pagaiando raccoglie i dati di acqua e fondali al frigorifero intelligente dal design funzionale.


La tappa in via San Vittore 49 è obbligatoria anche per vedere EAT URBAN: un giardino allestito con vari motocarri più o meno vintage che offrono cibi da passeggio di varie nazionalità.

 


Arrivando in Sant'Ambrogio, nell'attesa che domani inizi la mostra mercato dedicata a fiori e piante ho avuto modo di conoscere una bella realtà: RIVELAMI, una società che ha creato una collezione di sedute da esterno utilizzando vele nautiche, dalle quali i prodotti ereditano importanti caratteristiche come l'essere anti-muffa.

Cambiamo zona e spostiamoci nel BRERA DESIGN DISTRICT dove nella marea di eventi che ho incrociato ricordo alcune installazioni e alcune cosette divertenti: il tostapane che fa i dispetti, delle luci che diventano ciò che vuoi, le teiere che "versano" musica, il vecchio librone che diventa digitale 3D...




Il vero spettacolo arriva poi con i lampadari di Baccarat che hanno illuminato lo splendore dell'accademia di Brera con una festa pazzesca alla quale purtroppo non ero invitata...peccato!



Tappa obbligatoria per l'ORTO BOTANICO perchè anche solo la location merita di essere visitata ma dove troneggia un bellissimo progetto di palestra outdoor da suggerire a molte amministrazioni comunali (a partire da quella del mio paese!)




Per ora il mio voto dell'edizione 2016 del FUORISALONE è...

A domani per la recensione di via TORTONA!













23/02/16

Macarons: le origini e i miei perchè

Il mio blog Litz Eye ha nella sua icona (oltre al mio occhio) un macaron, il piccolo dolcetto francese tanto idolatrato oggi ma che alle sue spalle ha una storia di oltre 500 anni.

Al Medioevo infatti risale la sua prima comparsa sulle tavole della nobiltà, non solo francese. Eh si miei cari, anche a questi francesissimi dolci noi italiani abbiamo contribuito, ponendo la base di ciò che poi è diventato il macaron che tutti conosciamo. Sembra infatti che sia stata proprio Caterina de Medici a far conoscere ai francesi una piccola meringa che ordinò ad un pasticcere italiano in occasione delle nozze con Enrico II re di Francia.
Secondo altre fonti, le prime tracce degli antesignani dei macaron sarebbero da ricercare tra i dolci prodotti in un convento francese alla fine del 1700.
In ogni caso la forma di dessert più simile a ciò che oggi conosciamo risale al 1830, quando ovviamente in Francia. si iniziarono a diffondere le piccole meringhette accoppiate a due a due farcite con marmellate, creme e liquori.
Fu poi all'inizio del '900 che il pasticcere Pierre Desfontaines della celebre pasticceria Ladurée codificò i dolcetti: due dischi di meringa di farina di mandorle farciti di crema al burro, ganache o marmellata aromatizzate. Li chiamò Paris Macaron e fece, e continua a fare, la felicità di milioni di persone!
Oggi, degustare un macaron non significa solo deliziare il palato ma spalancare le porte di quel fantastico mondo dorato fatto di tinte pastello ed eleganti orpelli, si chiudono gli occhi e ci si ritrova in un attimo sulle Champs Elysée nell'elegante boutique Ladurée.
Ormai ottimi macaron si trovano anche nelle migliori pasticcerie e il celebre dolcetto diventa il protagonista di allestimenti meravigliosi sui buffet di dolci e sui candy bar. In chiave elegante o shabby il macaron è sempre garanzia di tendenza, di raffinatezza e ovviamente di golosità!

Il mio primo  macaron l'ho degustato a Parigi ed è stato amore a prima vista. Quando vivevo a Torino mi concedevo il lusso di qualche assaggio da Pascal Caffet (campione del mondo di pasticceria nel '95) mentre se mi trovo ad Antibes solo quelli firmati Jean Luc Pelè mi danno soddisfazione. A Milano...secondo voi? Beh via Spadari! ;)

Nel mio blog quindi non potevano mancare, tanto che, oltre a essere nella mia foto-icona, i macarons diventano unità di misura di bellezza, classe, tendenza e bontà. Da oggi nel mio blog LitzEye istituisco il LITZOMETRO!!!



Una scala di voti che va da 0 a 10...macarons ovviamente!!! Quanto più l'argomento sarà del post sarà bello, buono o di tendenza, tanti più dolci si coloreranno.

E secondo me oggi partiamo con un bel 10!!!